Tra lupi che si rotolano nel fango e caprioli che oramai si muovono solo di notte stanno cambiando le abitudini della fauna nei nostri boschi e parchi. Ma non è decisamente una buona novità
Marmotte che rinunciano al gioco, caprioli costretti alla vita notturna per sfuggire all’afa, lupi che cercano refrigerio nel fango e orsi che saltano il letargo. L’aumento delle temperature sulle montagne e nei parchi italiani sta imponendo ai mammiferi selvatici drastici cambiamenti di abitudine, con conseguenze potenzialmente severe sul loro sviluppo e sulla sopravvivenza. Ne parla oggi Repubblica, sottolineando come questi cambiamenti siano molto impattanti.
Il gioco interrotto delle marmotte alpine
Per i cuccioli di marmotta alpina, simular lotte e inseguimenti non è un semplice passatempo: è la palestra fondamentale per sviluppare abilità sociali e motorie utili, da adulti, per la difesa del territorio e la riproduzione. Uno studio condotto nel Parco Nazionale del Gran Paradiso dai ricercatori Caterina Ferrari, Diego Rastelli, Maria Paniw e Achaz von Hardenberg (pubblicato su Animal Behaviour) analizza come il caldo stia compromettendo questo comportamento a Orvieilles, in Valle d’Aosta.
Dalla ricerca — basata sull’osservazione di 83 individui e centinaia di interazioni sociali — emerge che l’attività ludica raggiunge il picco a 12,8 °C, per poi calare progressivamente fino a scomparire del tutto attorno ai 21 °C, quando i giovani preferiscono rifugiarsi al fresco nelle tane. Gli studiosi avvertono che questo isolamento prolungato rischia di causare deficit cognitivi e comportamentali permanenti.








