Grosseto, 6 agosto 2026 – Con il caldo torrido cambiano anche le abitudini degli animali selvatici: i caprioli escono sempre più di notte per sfuggire alle temperature estreme, anche a costo di esporsi maggiormente al rischio di incontrare i lupi. È quanto emerge da uno studio condotto in Toscana, che fotografa gli effetti concreti delle ondate di calore sulla fauna delle aree protette.

Fototrappole per studiare il comportamento degli animali

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Integrative Zoology, è stata realizzata in otto aree protette della regione, tra cui il Parco della Maremma e diverse riserve naturali regionali. Lo studio, coordinato da Francesco Ferretti, zoologo dell'Università di Siena, ha utilizzato una rete di fototrappole che, nell'arco di oltre 12.400 giorni di monitoraggio estivo, ha documentato il comportamento di caprioli e daini.

I risultati mostrano come le alte temperature siano oggi il principale fattore in grado di modificare le abitudini degli ungulati, con un impatto persino superiore alla presenza dell'uomo o, nel caso del capriolo, di altre specie.

Il caldo influisce più della presenza umana sui comportamenti degli ungulati