Sono circa 60 gli orsi bruni marsicani che vivono nelle zone di montagna del Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise. Ma ci sono presenze di orsi sporadici anche sul Terminillo con alcuni esemplari che si spingono fin nelle Marche. Con il cambiamento climatico anche l'orso bruno marsicano, il più grande mammifero della fauna italiana che da migliaia di anni vive in quelle zone del centro Italia, sta cambiando le sue abitudini. O meglio deve farlo per adattarsi. Dal 2012, l'associazione Salviamo l'orso fa del suo meglio per tutelare questa specie a rischio estinzione, minacciata dall'antropizzazione e dalla difficile convivenza con l'uomo. “L'orso marsicano è al 90% vegeteriano, mangia frutta di stagione selvatica e proteine fornite dagli insetti, è un grande divoratore di formiche e di carcasse di animali” ci spiega Stefano Orlandini, presidente dell'Associazione Salviamo l’orso, evidenziando il pericolo per l'orso rappresentato proprio dal clima. “Il periodo del letargo si è ridotto. In passato la condizione necessaria per restare nella tana era la neve che copriva il territorio, quindi non essendoci cibo, l'animale non si muoveva. Con la scarsità di freddo e neve, c’è una riduzione del periodo di ibernazione ed in alcuni casi anche un'assenza totale del letargo. Ad esempio, quest'anno una femmina con tre cuccioli non ci è mai andata. Il cambiamento climatico ha sicuramente un effetto sulla biologia dell’orso” sottolinea Orlandini.