L’orso bruno marsicano rischia di scomparire anche per motivi genetici. È quel che emerge da un recente studio di un team di ricerca delle Università di Ferrara e Politecnica delle Marche.
Nel cuore dell’Appennino sono presenti, secondo le ultime stime, solo 50 esemplari di questa specie unica e preziosa classificata nella Lista Rossa Iucn in “pericolo critico”. La sua popolazione è stata caratterizzata da un prolungato periodo d’isolamento (400-600 anni) che ne ha determinato una significativa differenziazione genetica e morfologica rispetto alle popolazioni di orsi dell'arco alpino e del resto d'Europa. Proprio questo isolamento, tuttavia, ha originato una mutazione genetica che potrebbe incidere sulla sua conservazione, già tanto minacciata da pressioni e attività di origine antropica.
Per garantire la sopravvivenza della specie, è attivo il Piano d’azione nazionale per la tutela dell’orso bruno marsicano (Patom) al quale collaborano diversi enti, istituzioni e associazioni. Il progetto che mette in campo le migliori conoscenze scientifiche sull’orso bruno marsicano e promuove un ampio processo di partecipazione e confronto su obiettivi, strategie e azioni necessarie per migliorare lo stato di conservazione della specie.






