Firenze, 15 agosto 2026 – La Festa dell'Assunzione di Maria è stata proposta dell'arcivescovo Gherardo Gambelli, durante la liturgia nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, come "festa delle donne: delle donne in piedi, di quelle che si sono rialzate o che stanno rialzandosi. È la festa - soprattutto - delle donne che sono ancora costrette a terra dalla violenza che in tante forme - subdole o manifeste, nascoste o arroganti - le colpiscono", come quella spirale di violenza che schiaccia a terra tante donne che "piangono i figli sacrificati per la guerra degli illesi potenti della terra".

Allora il Magnificat, il canto di Maria che ringrazia Dio come colui che "ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore / ha rovesciato i potenti dai troni / ha innalzato gli umili, / ha ricolmato di beni gli affamati / ha rimandato i ricchi a mani vuote", è come una sveglia davanti all'inerzia digitale, alle pressioni sotterranee di tecnocrati che si sono sostituiti alla democrazia, e, nella parole di Gambelli, a quel male a cui "non basta la coercizione: per vincere deve anche convincere, con la manipolazione e la persuasione che l’egoismo e la sopraffazione siano il 'realistico' motore della storia". È la persuasione che si vuole veicolare come ineluttabile.