Quando giovedì scorso i contradaioli dell’Oca sono usciti da piazza del Campo dopo l’assegnazione a sorte del cavallo con il quale correre il palio dell’Assunta, lo hanno fatto in silenzio. La contrada rivale, la Torre, aveva subito un lutto e andava rispettata, andavano rispettati quei contradaioli nemici con i quali dal 1671, anno di nascita della disputa per una banale questione su chi dovesse reggere il baldacchino del vescovo Clelio Piccolomini, sono corsi milioni di cazzotti e milioni di fiorini, ducati, franchi, lire, euro per corrompere fantini e reggitori di cavalli affinché l’avversaria non potesse vincere e portarsi a casa il benedetto “Cencio”, il drappello dipinto che viene dato in premio alla contrada che per prima termina i tre giri...