C’è un luogo unico in Europa dove il richiamo del muezzin si mescola con il campanello dei tram e il profumo di griglia e spezie orientali accompagnano le passeggiate lungo il canale. È Kreuzberg, in particolare la sua parte sudorientale, il vecchio SO36: qui vive la comunità turca più grande del Vecchio Continente. I berlinesi la chiamano da decenni "Klein-Istanbul", piccola Istanbul, un soprannome nato per gioco e poi rivendicato con orgoglio dagli stessi abitanti turchi.

Tutto comincia negli anni Sessanta, quando la Germania Ovest, a corto di manodopera, firma con Ankara l'accordo Anwerbeabkommen per il reclutamento dei "Gastarbeiter", i lavoratori ospiti. Dopo la costruzione del Muro nel 1961, Kreuzberg diventa un'enclave isolata ai margini di Berlino Ovest: ed il loro naturale approdo grazie agli affitti bassi degli storici edifici Altbau non ancora ristrutturati. Gli affitti crollano, i palazzi d'epoca restano fatiscenti e sfitti, e proprio per questo attirano i nuovi arrivati turchi insieme a studenti e artisti squattrinati. Nel giro di due decenni il quartiere si trasforma nel cuore pulsante della diaspora turca in Germania, con decine di migliaia di residenti di origine turca.