Sono di moda i pareri degli esperti su come educare i figli: dando amore secondo gli uni, regole e limiti secondo gli altri. Sono pareri banali, forse per l’esigenza dei mediatori del mercato culturale di offrire ai loro utenti cibo facile. Il mestiere del genitore non lo si impara dagli esperti e più uno se ne tiene lontano meglio è. Gli psicoterapeuti più attenti alle richieste di consigli da parte dei genitori dei loro pazienti su come relazionarsi con i figli rispondono in modo prudente evitando di invadere lo spazio privato delle famiglie. Apprezzano il gesto di responsabilità con cui i genitori hanno affidato alle loro cure i figli e si guardano bene da esautorarli dell’autorità genitoriale dispensando indicazioni e regole da seguire. Sostengono sia la fermezza sia la disponibilità, mediamente esistenti in ogni genitore, evitano accuratamente le colpevolizzazioni e favoriscono la comprensione reciproca e il dialogo all’interno delle famiglie. Sanno che non si apprende la genitorialità leggendo “Il caso del piccolo Hans” di Freud e che una bella opera narrativa, a partire dall’“Odissea”, ma anche lo scambio di opinioni tra amici e, soprattutto, il passaggio del testimone tra le generazioni, possono insegnare di più.