Nella storia dell’umanità non era mai accaduto che i genitori avessero a disposizione tante informazioni su come crescere i propri figli. Se un tempo al massimo erano la mamma, la suocera e il pediatra a dispensare consigli, oggi siamo letteralmente sommersi di suggerimenti e indicazioni: manuali, podcast, corsi, reel di esperti, influencer, gruppi Facebook, elargiscono una pioggia di informazioni su come far dormire i bambini, come svezzarli, come reagire di fronte a un capriccio (se ancora è ammesso parlare di capricci, s’intende), cosa dire e non dire per esprimere i propri sentimenti.
Paradossalmente, con tutta questa conoscenza a portata di mano tanti genitori contemporanei si sentono inadeguati. Perché avere accesso a centinaia di informazioni, spesso contraddittorie, significa anche confrontarsi con infiniti modelli, tutti potenzialmente migliori del proprio. Per ogni suggerimento applicato ce ne sono uno, due, dieci disattesi, ma se fossero proprio quelli giusti? L’infodemia, ovvero la sovrabbondanza di informazioni (giuste o sbagliate) del nostro tempo ha certamente aiutato a correggere certi errori del passato, ma ha anche contribuito ad aumentare la pressione sui genitori, soprattutto sui neogenitori: fare la scelta giusta, usare il metodo giusto, dire le parole giuste, essere, in sostanza, praticamente perfetti, è un’ambizione tutta contemporanea.







