Sbarchi dimezzati e rimpatri in aumento. Nell’estate segnata dalla crisi di Ceuta, con lo spettro di una nuova ondata di migranti nell’exclave spagnola in Africa, il Governo può far valere la propria politica riassunta dalla premier Giorgia Meloni nella triade «difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole».
Il dossier
I numeri relativi ai primi sei mesi dell’anno arrivano dal dossier del Viminale, diffuso come da tradizione il 15 agosto, dal quale emerge anche un calo generalizzato dei cosiddetti reati ad allarme sociale. Tra cui i femminicidi che sono stati 34 (-37% rispetto allo stesso periodo del 2025).
Sbarchi dimezzati
Nel 2026 «sono sbarcate circa 17mila persone, cioè a dire meno di un quarto di quelle giunte a Ceuta in due giorni» ha sottolineato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante l’audizione di giovedì in Commissione Schengen con un riferimento alla faglia diplomatica aperta tra Roma e Madrid non ancora ricomposta. Nel rapporto del Viminale il conteggio degli arrivi via mare si ferma allo scorso 30 giugno: i 14.388 sbarchi di migranti corrispondono al 52,1% in meno rispetto ai 30mila del primo semestre 2025 (l’anno si era chiuso con 66.316 arrivi complessivi, in linea con il 2024).













