di
Domenico Calcagno
Guardiola si riposa, Conte è in vacanza, Ancelotti e Klopp scelgono le Nazionali: a 63 anni lo Special One torna a Madrid per riportare l'ordine, domare le giovani stelle e conquistare l'ennesima Champions
Chi glielo fa fare lo ha spiegato lui nella serie che gli ha dedicato Netflix, titolo: MOURINHO, rigorosamente maiuscolo. Qui Mou racconta di aver fatto una gran fatica a diventare allenatore perché come giocatore non era un granché e chiarisce di essere molto diverso dal papà, Felix, pure lui allenatore, licenziato il giorno di Natale; «Era l’opposto di me, gli volevano tutti bene. Io non sono una persona gradevole, posso essere aggressivo, duro, ma sono orgoglioso di essere quello che sono».
Mou dunque non è cambiato, è sempre lo stesso: vuole essere il numero 1 e vuole vincere. E per dare il meglio ha sempre avuto bisogno di nemici. Ma adesso che è tornato sulla panchina più importante del mondo, quella del Real Madrid, dovrà inventarsene di nuovi perché a parte Diego Simeone, sempre al comando dell’Atletico, gli altri non potrà affrontarli.Non troverà più Pep Guardiola, che ha scelto di riposare dopo i 10 anni al City. Pep non appare nemmeno nella serie di Netflix: lui era disponibile a farsi intervistare ma a una condizione, che glielo chiedesse Mourinho, che ha ovviamente rifiutato. Si è preso un anno di vacanza Antonio Conte, Ancelotti è andato ad allenare il Brasile, Klopp la Germania, Zidane la Francia e Tuchel è rimasto al comando dell’Inghilterra. Insomma né in Liga e tantomeno in Champions, che è sempre il primo obiettivo del Real, Mou affronterà gli allenatori che ritiene alla sua altezza. Ma troverà di sicuro qualcuno col quale litigare.














