Giacomo Di Napoli, fondatore della Netoip, è uno dei soci forti della nuova Ancona: è lui. a capo della holding AnkonGiacomo Di Napoli, fondatore e amministratore di Netoip, è uno dei cinque soci dell’Ancona del nuovo corso, consigliere della Ssc ma anche presidente della neonata holding Ankon srl. Ecco il suo pensiero tra novità, società, sviluppi futuri, squadra e tifoseria.
Di Napoli, quanti passi avanti da fine giugno: soddisfatto? "Certamente, perché è da fine marzo che ci stiamo lavorando. Sono contento perché un capitolo s’è chiuso. E anche perché è una cosa che nella mia vita professionale non mi sarei mai aspettato e invece è successa". Lei è a capo della holding Ankon: ci spiega bene le funzioni? "Intanto chiarisco che non ci sono altri soci al di fuori di noi cinque, è una struttura finanziaria, ogni testa al 20%. È stata creata con due scopi principali. Il primo per dividere la parte operativa, dunque il calcio, dalla parte economico-finanziaria. Il calcio non genera profitti, non si può sperare di arrivare a un pareggio di bilancio, e la rimessa deve essere gestita affinché i soldi immessi vadano a realizzare la volontà dei proprietari. La seconda è per prepararci a ingressi futuri, oggi non necessari. Ma noi almeno per questi primi tre anni non scenderemo mai sotto al 51%. Se poi le cose andranno bene e gli obiettivi diventeranno più importanti è chiaro che serviranno delle fonti di finanziamento".






