I dati di Frontex sugli arrivi illegali nel 2026 confermano il successo della linea italiana e il fallimento totale di quella di Sanchez Meloni: «Proteggere le frontiere è priorità»
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I numeri, come si dice, hanno la testa dura, e sanno riportare coni piedi per terra chi cerca di piegare la realtà a convenienze e opportunità politiche e ideologiche. Gli ultimi dati rilasciati da Frontex- l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera-sugli attraversamenti irregolari delle frontiere Europee avvenuti nei primi sette mesi del 2026 parlano molto chiaro: in Italia gli sbarchi sono calati ein Spagna aumentati, nonostante una diminuzione generale degli arrivi nel Continente e nonostante nel conteggio dell’Agenzia non rientri lo sbarco di massa avvenuto a Ceuta a fine luglio. Segno che, evidentemente, politiche diverse portano a risultati diversi: il rigore porta ad una gestione dei flussi migratori più efficiente; il lassismo, al contrario, determina una situazione che peggiora di anno in anno.
Nel dettaglio, gli attraversamenti sono diminuiti del 37%, con quasi tutte le rotte migratorie principali, ad eccezione di quella occidentale, hanno registrato un calo significativo. Su quella del Mediterraneo centrale, ovvero quella che riguarda più da vicino l’Italia, è stata registrata una diminuzione del 55% rispetto allo stesso periodo del 2025, con 16.454 arrivi irregolari, la maggior parte dei quali partiti dalla Libia, che resta il principale Paese da cui inizia il "viaggio" verso le nostre coste.











