Nelle scorse ore, il ministro degli Esteri José Manuel Albares aveva annunciato di aver convocato l'ambasciatore d'Italia in Spagna “per protesta”, dopo le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni e del vicepremier Antonio Tajani. Meloni, in un post, aveva scritto: "Mi sono confrontata con il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. L'Italia non resterà a guardare. Siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna”. Migliaia di migranti, intanto, sono già stati rimpatriati: secondo fonti del governo spagnolo sarebbero - alle 18 di venerdì 31 luglio - oltre 48.300, "150 al minuto". Sánchez, arrivato a Ceuta insieme al ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska, ha annunciato l'installazione di boe galleggianti lungo il frangiflutti per creare una barriera fisica agli arrivi via mare e ha chiesto di "recuperare al più presto la normalità senza mettere a rischio la convivenza”. Ha definito quanto accaduto "deplorevole" e "una violazione dell'integrità territoriale di una città spagnola", pur senza muovere critiche dirette a Rabat, con cui Madrid insiste di voler mantenere la collaborazione. Il re Felipe VI ha avuto colloqui telefonici con Sánchez e con i presidenti delle città autonome di Ceuta e Melilla.
Ceuta, Sanchez dà una lezione all'Italia con i dati Frontex sugli ingressi irregolari: "Solidarietà ed empatia sono opzionali, il rispetto dei trattati e dei numeri no"
Il premier spagnolo ha pubblicato le statistiche degli ingressi irregolari in Europa per replicare alla narrativa italiana sulla crisi










