Nel 2023 l’Ast le aveva revocato l’incarico dirigenziale ricoperto, una decisione che l’interessata ha contestato rivolgendosi al tribunale di Macerata che le ha dato ragione, condannando l’Azienda sanitaria territoriale a corrisponderle la somma di 31.432,82 euro lordi. B. S. – le iniziali della dipendente – ha presentato un ricorso alla sezione lavoro, affinché il tribunale accertasse e dichiarasse l’illegittimità della revoca, nonché l’illegittimità del silenzio serbato dall’Azienda sulla richiesta formulata dalla ricorrente volta a sottoporre al valutatore di seconda istanza e/o all’Organismo indipendente la valutazione ricevuta dal proprio superiore. La ricorrente ha chiesto che l’Ast venisse condannata a corrisponderle la retribuzione spettante, dalla data di revoca e fino al 16 settembre 2025 e per il quinquennio a seguire, oltre al risarcimento del danno extrapatrimoniale. All’esito del giudizio, nell’ambito del quale l’Ast si è costituita con l’assistenza dell’avvocato Antonio Dimatteo del Foro di Ancona, il tribunale di Macerata, con la sentenza 55/2026, ha accertato e dichiarato l’illegittimità della revoca dell’incarico, ha condannato l’Ast a pagare alla ricorrente, a titolo di risarcimento del danno da lucro cessante, l’importo complessivo di 23.857,75, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria, ha accertato e dichiarato l’illegittimità del silenzio serbato da Ast sull’istanza formulata dalla ricorrente di avvio della procedura di conciliazione di cui al Regolamento Asur; ha condannato infine la parte resistente alla rifusione delle spese di lite in favore di parte ricorrente, liquidate in complessivi 4.216 euro oltre rimborso forfettario delle spese generali, iva e altro, per un importo complessivo di 31.432,82 euro.
Incarico revocato alla dirigente, l’Ast dovrà pagarle 31mila euro
Nel 2023 l’Ast le aveva revocato l’incarico dirigenziale ricoperto, una decisione che l’interessata ha contestato rivolgendosi al tribunale di Macerata...






