La difesa dell'europarlamentare Dopo la condanna, Salis ha rilasciato dichiarazione in sua difesa. "Nel marzo 2026 il Tribunale di Milano ha emesso una sentenza di primo grado relativa al recesso dal rapporto di collaborazione con due assistenti (un co.co.co e una partita Iva), ritenendo insussistente la giusta causa. Si tratta di una decisione che contesto integralmente e che ho già impugnato", ha affermato l'europarlamentare. Che sostiene che il procedimento è attualmente pendente in appello e "sono pertanto fiduciosa che il successivo grado di giudizio consentirà di accertare correttamente i fatti". Salis sostiene che la decisione di interrompere la collaborazione con i due assistenti non sia stata arbitraria, improvvisa né priva di motivazioni. "Era diventata, al contrario, necessaria per tutelare il corretto esercizio del mio mandato parlamentare, le risorse pubbliche affidate alla mia responsabilità e, in ultima analisi, le persone che rappresento". L'europarlamentare ritiene di non avere avuto la possibilità di difendersi in giudizio di primo grado che si sarebbe svolto in contumacia "perché, pur essendo perfettamente note le modalità con cui notificarmi gli atti - sarebbe stato sufficiente inviare una comunicazione alla mia casella di posta elettronica o alla mia Pec -, la notifica non mi è mai pervenuta", precisa l'esponente di Avs. "Data la mia incolpevole assenza, il Tribunale ha pronunciato la propria decisione esclusivamente sulla base degli elementi acquisiti dai ricorrenti", chiosa. Salis, infine, sostiene di confidare nella giustizia, che farà piena chiarezza sulla vicenda.