Pubblicato il: 22/07/2026 – 22:27

Ilaria Salis dovrà risarcire con oltre 300mila euro due ex collaboratori parlamentari, allontanati pochi mesi dopo l’inizio del rapporto di lavoro. Lo ha stabilito in primo grado il Tribunale del lavoro di Milano, che ha ritenuto non provata l’esistenza di una giusta causa alla base dell’interruzione anticipata dei due incarichi. La sentenza è stata pronunciata in contumacia, senza che l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra si costituisse nel procedimento. I due assistenti avevano partecipato anche alla campagna elettorale che aveva portato Salis al Parlamento europeo nel giugno del 2024. Successivamente erano stati incaricati di curare progetti, campagne ed eventi, i rapporti con le autorità e alcune attività di consulenza politica e strategica. I contratti, con compensi mensili rispettivamente di circa 2.900 e 3mila euro, avrebbero dovuto concludersi il 16 luglio 2029, in coincidenza con la fine del mandato parlamentare. La collaborazione si sarebbe però interrotta già nel febbraio del 2025. Per uno dei due assistenti il recesso era stato motivato con il «venir meno del rapporto fiduciario» e con una situazione di incompatibilità personale e ambientale. Per l’altro, invece, la revoca immediata dell’incarico era stata giustificata con l’insoddisfazione manifestata rispetto ai contenuti della collaborazione. Il giudice Franco Caroleo ha accolto il ricorso presentato dai due ex collaboratori, sottolineando che spettava alla datrice di lavoro dimostrare l’esistenza della giusta causa. Salis, non essendosi costituita in giudizio, non avrebbe assolto a questo onere. Da qui la decisione di riconoscere ai ricorrenti i compensi che avrebbero percepito fino alla scadenza naturale dei contratti. Il risarcimento è stato quantificato complessivamente in 300.900 euro, ai quali si aggiungono circa 10mila euro di spese legali. La decisione era stata depositata il 10 marzo scorso, ma la vicenda è emersa pubblicamente soltanto nelle ultime ore.