Il Tribunale del lavoro di Milano ha condannato in primo grado l’eurodeputata Ilaria Salis a risarcire due ex collaboratori per un totale di 300.900 euro, oltre a 10mila euro di spese legali. Secondo il giudice, Salis non ha dimostrato l’esistenza di una giusta causa per l’interruzione anticipata dei rapporti professionali. L’eurodeputata ha contestato integralmente la decisione e ha presentato appello. La sentenza è stata depositata il 10 marzo 2026 dal giudice Franco Caroleo, ma è diventata pubblica soltanto ieri. I due collaboratori avevano contratti che sarebbero scaduti il 16 luglio 2029, alla fine della legislatura europea, e ricevevano compensi mensili rispettivamente di 2.900 e 3mila euro. Il risarcimento è stato calcolato sulla base delle somme che avrebbero percepito fino alla scadenza prevista.

I collaboratori erano stati assunti nel luglio del 2024, poco dopo l’elezione di Salis al Parlamento europeo con Alleanza Verdi e Sinistra. Si occupavano dell’organizzazione di campagne ed eventi in Italia e all’estero, dei rapporti con le istituzioni e con l’elettorato, dell’elaborazione di progetti legati all’attività parlamentare e della consulenza politica.

La collaborazione si è interrotta nei primi mesi del 2025. A uno dei due assistenti Salis contestò il venir meno del rapporto fiduciario, una gestione inefficiente della posta elettronica, il mancato svolgimento di alcune attività e l’assunzione di iniziative non concordate. Nella comunicazione di recesso erano indicati «oggettivi motivi di idoneità professionale» e una «situazione di incompatibilità ambientale e personale».