Nuova vicenda giudiziaria per Ilaria Salis. L’eurodeputata eletta con Alleanza Verdi e Sinistra è stata condannata dal Tribunale di Milano, sezione Lavoro, per il licenziamento di due suoi ex collaboratori parlamentari, ritenuto privo di una giusta causa. Secondo quanto riportato nella sentenza, il giudice ha accolto il ricorso presentato dai due assistenti, stabilendo un risarcimento complessivo superiore ai 300mila euro, oltre alle spese legali. La decisione è contenuta in un provvedimento del giudice Franco Caroleo nel quale viene contestata la mancata dimostrazione dei motivi che avrebbero giustificato l’interruzione anticipata dei rapporti di lavoro.
I contratti dovevano durare fino al 2029
I due collaboratori avevano lavorato alla campagna elettorale che aveva portato Salis all’elezione al Parlamento europeo nel giugno 2024. Dopo l’elezione, erano stati assunti con contratti collegati al mandato parlamentare, con scadenza fissata al 16 luglio 2029, termine previsto per la conclusione della legislatura europea.
Le mansioni affidate riguardavano, tra le altre cose, la gestione di progetti politici, l’organizzazione di campagne ed eventi in Italia e all’estero, i rapporti istituzionali e attività di supporto strategico. Le retribuzioni mensili previste erano rispettivamente di circa 2.900 e 3.000 euro. Il rapporto, però, si è interrotto dopo pochi mesi: i due collaboratori sono stati licenziati nel febbraio 2025, senza preavviso.










