A marzo l’europarlamentare Ilaria Salis, di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), è stata condannata dalla sezione Lavoro del tribunale di Milano per aver licenziato due suoi collaboratori senza giusta causa: dovrà risarcirli con più di 300mila euro in tutto. La notizia è stata data dall’agenzia di stampa Adnkronos che ha ottenuto la sentenza.

Il giudice Franco Caroleo del tribunale di Milano ha accolto le richieste dell’accusa: i due ex assistenti, che avevano lavorato alla campagna elettorale di Salis, erano stati assunti tramite due contratti che sarebbero dovuti scadere a luglio 2029, in corrispondenza con la fine del mandato di Salis. Secondo quanto scritto nella sentenza sono stati licenziati dopo pochi mesi, nel febbraio del 2025, senza preavviso.

I due contratti al centro della sentenza prevedevano per i due assistenti una retribuzione (2.900 e 3.000 euro al mese) e mansioni simili per lo sviluppo di progetti finalizzati alla valorizzazione del ruolo della parlamentare europea, per la progettazione e gestione di campagne e eventi in Italia e all’estero, per l’assistenza nei contatti con le autorità o la consulenza di tipo politico in ambito strategico e tattico. Secondo la denuncia la prima assistente aveva ricevuto un recesso anticipato per il «venir meno del rapporto fiduciario» mentre all’altro collaboratore era stato revocato l’incarico con effetto immediato «tenuto conto della manifesta insoddisfazione riguardo ai contenuti della sua collaborazione».