di Alessandra Codeluppi
Altri due appelli lanciati dal mondo accademico e da quello dell’istruzione reggiana a favore del mantenimento dell’area verde nel quartiere Ospizio, al centro di un sit-in di attivisti che dal 3 agosto si oppongono frapponendo i propri corpi all’inizio dei lavori per un nuovo Conad e una palazzina con servizi pubblici, al centro di un accordo urbanistico che prevede anche opere di compensazione.
I professori inquadrano l’area verde di Ospizio nella categoria di ’Terzo paesaggio’ secondo la definizione che ne diede il naturalista francese Gilles Clément nel ’Manifeste du Tiers paysage’ (2004), ovvero "quei luoghi che l’uomo ha smesso di governare, come terreni incolti, scarpate, cigli delle strade, massicciate ferroviarie, aree industriali dismesse e spazi dimenticati. Agli occhi dei più sono posti vuoti che necessitano di una destinazione più utile alla comunità, ma proprio lì i semi germogliano, gli alberi crescono, gli insetti ritornano, gli uccelli nidificano. Clement voleva richiamare il Terzo Stato della Rivoluzione francese: ciò che era quasi tutto, ma non contava nulla".
L’area verde di Ospizio è inoltre un ’Terzo paesaggio’ dove "due anni fa sono stati censiti 50 esemplari di Ophrys apifera, un’orchidea selvatica protetta in Emilia-Romagna". Si appellano al Comune e a Conad: "Fate di bosco Ospizio un laboratorio permanente del ’Terzo paesaggio’. Conservatelo; affidatene il monitoraggio della biodiversità a botanici, entomologi, zoologi; aprite percorsi di osservazione; coinvolgete le scuole e la cittadinanza. Sarebbe un investimento reputazionale e culturale".







