HomePesaroCronacaAllarme artigianato. Chiuse 800 aziende in tre anni in provincia: "Maglia nera d’Italia"I dati dell’analisi Cna e Cgia di Mestre fotografano una crisi strutturale. Da noi il 45% delle cessazioni di tutta la regione (-8%): “Mancano i giovani".I dati dell’analisi Cna e Cgia di Mestre fotografano una crisi strutturale. Da noi il 45% delle cessazioni di tutta la regione (-8%): “Mancano i giovani".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLe Marche si confermano la regione più artigiana d’Italia, ma il titolo nasconde una ferita profonda e allarmante, che sanguina in particolar modo nella nostra provincia. I dati diffusi dall’analisi della Cna (su base Istat e Camere di Commercio) e confermati dallo studio della Cgia di Mestre restituiscono la fotografia di un sistema produttivo che continua a fare da spina dorsale all’economia locale, ma che sta vivendo una fase di contrazione strutturale devastante.

Nel triennio preso in esame, le Marche hanno perso complessivamente 1.733 imprese artigiane. Ma il dato che fa tremare i polsi riguarda la provincia di Pesaro e Urbino: con 782 chiusure registrate negli ultimi tre anni, il nostro territorio segna un crollo dell’8%. Un’incidenza pesantissima, se si considera che la nostra provincia da sola rappresenta ben il 45% delle cessazioni dell’intera regione. Le altre province marchigiane registrano cali decisamente più contenuti: Macerata -207 imprese (-2,3%), Ascoli Piceno -116 (-2,3%), Ancona -296 (-3%) e Fermo -332 (-5,8%). Secondo l’approfondimento della Cgia di Mestre, il primato negativo di Pesaro-Urbino valica persino i confini regionali. Analizzando le variazioni tra il 2024 e il 2025, la nostra risulta essere la provincia italiana che ha subito la diminuzione percentuale più importante a livello nazionale (-8,3%), piazzandosi in fondo alla classifica, peggio di Mantova (-7,9%) e Bologna (-7,5%).