Acquisti online, caro affitto e cambiamento delle abitudini. Sono questi i principali fattori che minacciano le botteghe degli artigiani in Italia: il numero delle piccole imprese che ogni anno abbassano le serrande è in costante aumento, rischiando una vera e propria estinzione del settore del lavoro artigianale. A Nordest l'allarme proviene dal Bellunese, provincia che si piazza al quarto posto nella classifica delle zone più colpite.
A fare il punto sulla situazione è l'Ufficio studi della Cgia, appartenente all'Associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre. I dati Dopo il picco massimo ottenuto nel 2008, con quasi 1,5 milioni di attività artigiane e botteghe, il numero complessivo è sceso costantemente, e nel 2025 le sedi di imprese artigiane attive in Italia erano 1,22 milioni di unità. Anche il numero di artigiani è ininterrottamente diminuito: nel 2015 se ne contavano 1,7 milioni, mentre nel 2025 erano quasi 1,3 milioni (-25,1%). Le difficoltà Le difficoltà dei negozi di vicinato sono causate da molteplici fattori legati ai diversi cambiamenti economici, sociali e tecnologici che si sono registrati nel tempo. Il primo fattore, fa sapere l'Ufficio studi della Cgia, è la concorrenza della grande distribuzione e dell'e-commerce. Un secondo elemento riguarda il cambiamento delle abitudini di consumo, perché oggi si fanno meno acquisti frequenti e più acquisti concentrati. A questo si lega anche il fenomeno dello spopolamento: soprattutto nei borghi, nelle zone di montagna e nei paesi di provincia la contrazione del numero di artigiani va di pari passo con lo spopolamento che stanno subendo questi luoghi. C'è poi il tema dei costi fissi elevati: affitti commerciali, utenze, tasse locali e contributi pesano molto di più su una piccola attività che su una grande catena. Inoltre, la scomparsa di servizi pubblici, scuole o uffici riduce il passaggio di persone e rende le strade commerciali meno vive.Le conseguenze A seguito del progressivo invecchiamento della popolazione artigiana e la corrispondente contrazione dei giovani che si avvicinano a questi mestieri, anche a seguito del calo demografico, è molto probabile che entro un decennio - continua la Cgia - reperire sul mercato un idraulico, un fabbro, un elettricista o un serramentista in grado di eseguire un intervento di riparazione/manutenzione presso la nostra abitazione o nel luogo dove lavoriamo sarà un’operazione difficilissima.Serrande abbassate La riduzione del numero di imprenditori artigiani ha interessato tutte le regioni d'Italia. Nell'ultimo decennio le aree più colpite da questa «emorragia» sono state le Marche (-31,3%), l'Umbria (-29,3), l'Emilia-Romagna (-28,7) e il Piemonte (-28,4). Il Mezzogiorno, invece, è stata l'area che ha subito le «perdite» più contenute (-20,2). Tra il 2025 e il 2024, invece, la provincia che ha subito la diminuzione percentuale più importante è stata quella di Pesaro-Urbino con il -8,3%. Seguono Mantova con il -7,9 per cento e Bologna con il -7,5. Al quarto posto si piazza Belluno con il -7,3 per cento (-405) e al quinto, a pari merito, Lucca e Prato con il -7,1 per cento. Belluno ha registrato una perdita di 910 unità. Le diminuzioni più contenute, invece, hanno interessato quasi esclusivamente le province del Mezzogiorno. Le meno colpite sono state Nuoro con il -3,2 per cento (-206 unità), Agrigento con il – 3,1 (-191) e Vibo Valentia con il -2,9 (-76). I settori in controtendenza Non tutti i settori artigiani hanno, però, subito gli effetti della crisi. Quelli del benessere e dell’informatica presentano dati in controtendenza. Nel primo, ad esempio, si continua a registrare un costante aumento degli acconciatori, degli estetisti, dei massaggiatori e dei tatuatori. Nel secondo, invece, sono in decisa espansione i sistemisti, gli addetti al web marketing, i video maker e gli esperti in social media. Va altrettanto bene anche il comparto dell’alimentare da asporto, con risultati significativamente positivi per le gelaterie, le gastronomie e le pizzerie al taglio ubicate, in particolare, nelle città ad alta vocazione turistica.







