Roma, 15 agosto 2026 – Trattengono il fiato per ascoltare un rumore. Hanno imparato a distinguere i mezzi dell’esercito da quelli della polizia. E da quelli dei coloni israeliani. Vivono così, si fa per dire, i palestinesi che abitano le campagne della Cisgiordania. Grigie e marroni come la pietra e la terra. Come la guerra. Ma è una guerra combattuta senza armi e quasi senza difese. A raccontarcela dal villaggio di Tuba sono due attivisti italiani di Operazione Colomba, che chiedono l’anonimato per ragioni di sicurezza.
Che cosa state vedendo in Cisgiordania?
“La situazione è precipitata nelle ultime due settimane: provocazioni, violenze, terrore. I coloni-pastori, ragazzini fanatici, vanno a pascolare davanti alle case dei palestinesi, bloccano il passaggio, cercano di rendere loro la vita impossibile. Gli adulti arrivano spesso di notte, alle tre o alle quattro, a volte mascherati. Entrano nelle case. Ci raccontano di persone ammanettate, caricate in macchina, portate altrove per essere picchiate e poi abbandonate. Qui a Tuba hanno dato fuoco all’uliveto, lanciato pietre: hanno fratturato il naso a una bimba e una mano a una donna. Lo abbiamo visto con i nostri occhi”. Un frame del video girato da Youth of Sumud riprende la violenza dei coloni israeliani tra pestaggi e incendi














