C’è Mister Cocozza, nato da una zucca arrivata chissà come sulla spiaggia, con due occhi, una bocca e un vecchio telo cucito addosso. E c’è Nicolas l’Aggiustacuori, che viaggia con valigie piene di strumenti per riparare le anime: ha il corpo ricavato da infradito raccolte sulla battigia, una pallina da ping pong per testa, due occhi di tigre trovati sull’asfalto e un vecchio calzino trasformato in cappello. Poi c’è Gaspare, il pagliaccio che prende calci e pugni senza offendersi, perché è fatto anche di spugna. E c’è Petite, la più romantica: una ballerina nata da una poesia accartocciata eppure ancora leggibile, affidata al mare da una donna costretta su una sedia a rotelle. Aveva confessato il suo desiderio di danzare e correre: il mare ha restituito la lettera, insieme a una pallina da tennis, carta d’alluminio e frammenti di oggetti ormai senza nome.

I personaggi nati dal mare

A guardare le originali marionette muoversi sul piccolo palcoscenico, verrebbe quasi da dimenticare che, prima di diventare personaggi, erano rifiuti. È questo, in fondo, il piccolo prodigio quotidiano di Nigel Lembo, 48 anni, che a San Nicola a Mare, frazione di Montecorice, nel Cilento, raccoglie ciò che il mare restituisce e gli concede un’altra possibilità. Marionette, maschere, scenografie: una forma di rigenerazione ambientale artistica che comincia sulla battigia e finisce a teatro. Una storia che nei giorni di Ferragosto, quando sulle spiagge italiane si concentra buona parte dei nostri desideri estivi – e con loro una quantità impressionante di oggetti, non tutti davvero indispensabili – acquista un significato particolare. Lui, Nigel, cammina lungo coste e corsi d’acqua e raccoglie. Scarpe, flaconi, pezzi di plastica, galleggianti delle reti, stoffe, cotton fioc, oggetti che l’acqua trasporta da un luogo all’altro. “La munnezza si sposta con l’acqua”, sintetizza. ”Nel bosco resta più facilmente dov’è. Il mare, invece, rimescola le nostre tracce e molto spesso ce le riconsegna".