PADOVA - Dopo 43 giorni e 17.902 chilometri di viaggio in moto in solitaria attraverso undici Paesi, Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Georgia, Russia, Kazakistan, Uzbekistan, Tajikistan e Kirghizistan, nei giorni scorsi il padovano Giorgio Giannico ha fatto rientro a casa a Vigodarzere. Pensionato, 62enne ex elicotterista dell'aeronautica militare specializzato in ricerca e soccorso, Giannico ha portato a termine con successo l'avventura nell'Asia centrale in sella alla sua moto giapponese di quindici anni, ribattezzata Tenerona.

La spedizione, cominciata il 16 giugno scorso con la partenza da Vigodarzere, è giunta sulla Pamir highway, una delle strade da moto più isolate, alte e impegnative del mondo, con passaggi sterrati oltre i 4000 metri, e fino al più famoso Ak-Baital pass, dove la quota supera i 4600 metri. Obiettivo dell'impresa, precisa il motociclista, «quello di realizzare un progetto che è insieme sfida personale e culturale, per guardare oltre i confini geografici e mentali, e conoscere da vicino popoli e culture lontani superando stereotipi e semplificazioni».

Come si è svolta l'esplorazione?

«I primi giorni sono trascorsi rapidi attraverso i Balcani fino alla Turchia, dove l'Europa sfuma lentamente nell'Asia. A seguire Georgia e Russia, con estenuante attesa di oltre quattro ore al confine, nonostante mi fossi presentato alle due di notte. Poi il Kazakistan: quattro giorni immerso in una steppa sconfinata, arida e immobile, dove il paesaggio sembra ripetersi all'infinito, eppure ogni confine cambia tutto: lingua, volti, tradizioni, prospettive».