Giacomo Turco è stato due anni in viaggio in bici da solo. A Fanpage.it ha raccontato le difficoltà di tornare alla normalità dopo un’esperienza così forte.
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Giacomo Turco è tornato a casa dopo due anni di viaggio: un viaggio entusiasmante che ha fortemente voluto fare, non solo perché è un appassionato di bicicletta, ma perché di questo mezzo ha un'idea tutta sua. Per lui, pedalare non è una performance, viaggiare non è solo spostarsi attraverso i luoghi e godersi panorami da sogno: per lui è instaurare legami e connessioni, è conoscere, è esplorare, è aiutare il prossimo se necessario. Negli ultimi due anni ha attraversato in bici da solo il Sud America e l'Africa ed è tornato cambiato. Perché si parla sempre dell'andata, ma nessuno si sofferma mai sul ritorno. Tramonti, incontri, avventure, adrenalina: ma come si ritorna alla "normalità", alla quotidianità e alle sue regole? Chi sei, se non sei in sella alla bici? Giacomo a Fanpage.it ha voluto smontare l'idea romanticizzata della dimensione del viaggio. Ha spiegato le sue fragilità e ha raccontato come sta affrontando questo vero e proprio burnout.
Giacomo, sei appena tornato a casa dopo due anni in viaggio: che giro hai fatto? Sono tornato da tre mesi. Sono partito in bici a gennaio 2024 e ho fatto prima un anno in Sud America, dalla Patagonia fino alla Colombia. Alla fine, sentivo che volevo continuare il viaggio, quindi sono tornato un mese in Italia e poi sono ripartito per Cape Town con l'aereo e da lì ho pedalato fino alla Costa d'Avorio. È come se non avessi mai staccato praticamente, anche perché il mese in Italia è stato tutto proiettato alla nuova partenza.







