Meno cantieri, imprese in calo e un forte aumento delle ore di malattia e infortunio. È il quadro tracciato dalla Uil Messina e dalla Feneal Uil Sicilia sull’edilizia provinciale nel primo semestre 2026, un comparto che continua a scontare le fragilità del territorio nonostante la spinta degli investimenti legati al Pnrr.
«Nella provincia di Messina, il Pnrr, che avrebbe dovuto rappresentare un’occasione irripetibile, si è concretizzato in una gigantesca occasione persa. Alla conclusione di questa stagione - spiegano Ivan Tripodi, segretario generale della Uil, e Pasquale De Vardo, della Feneal Uil Sicilia - resteranno un tessuto imprenditoriale locale ancora debole e migliaia di lavoratori che torneranno nei territori di provenienza. Del resto soltanto il 18,7% delle risorse destinate al nostro territorio si sono realmente tradotte in opere concluse e realizzate».
Secondo i dati di Cassa Edile, Inps e Inail elaborati dai sindacati, le imprese attive sono scese da 1.899 a 1.803, mentre i cantieri movimentati sono crollati da 8.014 a 5.565, circa un terzo in meno. Crescono, invece, gli operai registrati, da 8.548 a 8.923, e le ore ordinarie lavorate, che passano da 4,49 a 4,64 milioni.






