«Nel mio album dei ricordi c’è una ragazza bionda e dall’aria nordica che ho incrociato nel Sud della Spagna: seduta fuori dal suo camper in riva al mare, stava pranzando al sole con una ciotola di pasta che teneva sulle ginocchia. […] quell’immagine non mi è più uscita dalla testa».

Nella canzone Alcune considerazioni, il cantautore napoletano Giovanni Truppi si domanda, tra le altre cose, quale sia il posto migliore dove andare in vacanza, prima che ci vadano gli altri, gli altri come noi. L’originalità di Truppi fa pensare e sorridere, e di certo il testo di quel brano rimane in mente. Mentre leggevo Vero il viaggio è il ritorno di Valentina Pigmei (Laterza, 2026), pensavo a quella canzone e l’ho riascoltata. Pigmei, come vedremo invita a un modo nuovo di pensare al viaggio, o, meglio ancora, a un modo alternativo di ripensare a quello che il viaggio è diventato negli ultimi anni. Pigmei, giornalista e grande viaggiatrice, ci offre vari modi e racconti e suggestioni e idee e, perché no, anche sogni, per provare a immaginare qualcosa di diverso: altre cose da mettere in borsa, altri mezzi di trasporto, altri luoghi in cui dormire, altri posti da visitare. Pigmei ci parla di scelte e ci ricorda che bisogna ritrovare lo sguardo, l’empatia, essere disposti ad accogliere così da essere accolti. Il posto migliore dove andare in vacanza, che canta Truppi, è per Pigmei è un posto dove siamo già stati senza accorgercene, siamo noi stessi.