In Brasile governo Lula ha avviato ufficialmente il processo di reciprocità economica formale contro i dazi commerciali imposti dagli Stati Uniti di Donald Trump, ampliando la risposta di Brasília a quelle che definisce misure unilaterali, arbitrarie e ingiustificate.

Lo strumento attivato è la Legge di Reciprocità Economica, approvata e regolamentata circa un anno fa proprio per contrastare la linea protezionistica di Washington, legata alla Sezione 301 del Trade Act Usa.

Il dispositivo normativo consente al Brasile di predisporre contromisure commerciali e tariffarie proporzionate a difesa dell'industria e dell'intera produzione nazionale.

I punti di forza del Brasile Dall'inizio del suo mandato, l'esecutivo Lula persegue una decisa diversificazione dei partner esteri per affrancarsi dall'influenza unilaterale delle singole superpotenze.

In cima all'agenda strategica figura l'accordo di libero scambio con l'Unione Europea, affiancato dall'apertura verso mercati alternativi in Asia, Africa e Medio Oriente (incluso il florido segmento halal), volti ad assorbire con efficacia l'export agroalimentare e manifatturiero.