<p>La guerra commerciale del presidente Usa <strong>Donald Trump</strong> prosegue e, questa volta, colpisce il <strong>Brasile</strong>.

Washington ha deciso di imporre dazi del <strong>25%</strong> sulla maggior parte dei beni importati dal Paese sudamericano.

Questa la decisione maturata dopo che un’indagine durata un anno ha fatto emergere, secondo gli Stati Uniti, una serie di <strong>pratiche commerciali sleali</strong> portate avanti da Brasilia. </p> <p> </p> <p>Il provvedimento prende di mira alcune decisioni prese dal governo brasiliano, ad esempio gli ordini che impongono alle <strong>big tech</strong> a stelle e strisce di rimuovere determinati contenuti politici e sospendere gli account dei residenti negli Stati Uniti, oppure le tariffe preferenziali per il Messico e l’India.

Altre pratiche scorrette, secondo Trump, riguardano la scarsa applicazione delle norme anticorruzione e l’imposizione di dazi doganali ritenuti iniqui da Washington. </p> <p> </p> <p>Il dazio del 25%, che entrerà in vigore il 22 luglio, si applicherà alla maggior parte delle importazioni dal Brasile, ma sono esenti alcuni prodotti quali <strong>carne bovina</strong>, <strong>succo d’arancia, aeromobili e prodotti energetici.</strong> </p> <p> </p> <h2><strong>L’applicazione della legge del 1974</strong></h2> <p>Gli Usa hanno imposto i dazi ai sensi della sezione 301 del<strong> Trade Act del 1974</strong>, che consente agli Stati Uniti di avviare un’indagine sulle pratiche commerciali degli altri Paese.