(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La presidenza brasiliana ha respinto la decisione degli Stati Uniti di imporre dazi del 25% su alcuni prodotti brasiliani e ha manifestato l’intenzione di reagire a questi dazi «illegali e imposti arbitrariamente». L’amministrazione di Donald Trump ha annunciato questi nuovi dazi contro la maggiore economia dell’America Latina a seguito di un’indagine del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (Ustr), basata su una legge del 1974. Brasilia ha promesso di attuare misure di «reciprocità» in virtù di una legge approvata dal Parlamento l’anno scorso. «Non vi è alcuna giustificazione per misure unilaterali contro il nostro Paese», ha replicato l’ufficio del presidente brasiliano di sinistra Luiz Inacio Lula da Silva in una dichiarazione pubblicata su X.
La presidenza si è impegnata a difendere la «sovranità» del Brasile e ha respinto categoricamente tutte le “accuse” mosse da Washington riguardo a «presunte pratiche commerciali sleali adottate dal Brasile». L’indagine statunitense riguarda una vasta gamma di questioni, tra cui l’impegno nella lotta alla corruzione, la tutela della proprietà intellettuale, la deforestazione illegale e le decisioni giudiziarie volte a contrastare la disinformazione sui social media.













