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Ultimo aggiornamento: 17:06
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva attacca frontalmente la Casa Bianca, accusando Donald Trump di voler “dettare le regole a un Paese sovrano”. Nei giorni scorsi il presidente Usa ha alzato le tariffe sull’export brasiliano al 50% senza preavviso, attraverso una lettera ufficiale in cui Trump accusa Brasilia di “commettere errori”. “Esigo rispetto – ha detto Lula intervistato da Reuters – non è un modo civile di negoziare tra due capi di Stato. Di errori si occupino loro, che al Brasile ci pensiamo noi”. E ha aggiunto di non vedere più spazio per colloqui diretti con il presidente statunitense che probabilmente rappresenterebbero un'”umiliazione“.
Le mosse di Trump contro il Brasile sono considerate una ritorsione politica per il processo nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, vicino al trumpismo, sotto accusa per il tentato golpe con cui ha cercato di rimanere al potere dopo esser stato sconfitto alle elezioni. Lula ha dichiarato che Bolsonaro dovrebbe affrontare accuse per aver sobillato gli Stati Uniti contro il Brasile “danneggiando l’economia brasiliana e i lavoratori brasiliani”. Pur annunciando misure di sostegno per le imprese locali colpite, Lula ha escluso per ora dazi di ritorsione: “Non voglio comportarmi come Trump. Quando uno non vuole, due non litigano”.













