Resta in carcere Domenico Orsino, il fratello minore fermato nei giorni scorsi nell’inchiesta sulla morte di Antonio Perrotta (nella foto), il 34enne addetto alla sicurezza morto nella notte tra sabato e domenica all’esterno di una discoteca di Sangineto, nel Cosentino. Torna invece libero il fratello maggiore Umberto. Lo ha deciso la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, che non ha convalidato il fermo per i due fratelli. La decisione ha comunque come effetto il mantenimento della custodia in carcere per Domenico, mentre cambia il quadro accusatorio: per lui l’ipotesi di reato passa da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale. Nei confronti di Umberto, invece, il giudice ha ritenuto insussistente un quadro di gravità indiziaria tale da giustificarne la permanenza in carcere.

La gip ha inoltre escluso che dagli atti emergesse un concreto pericolo di fuga, elemento che avrebbe potuto giustificare il fermo. Non sono stati ritenuti sufficienti né l’allontanamento dei due fratelli dal luogo dei fatti né la prenotazione di un volo per il Lussemburgo, fissato per il 17 agosto. Un elemento ritenuto significativo è la data della prenotazione: il biglietto era stato acquistato il 1° agosto, quindi diversi giorni prima della colluttazione. Secondo il giudice, inoltre, non ci sarebbe alcuna prova che i due fratelli abbiano tentato di anticipare la partenza dall’Italia dopo quanto accaduto.