Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
Sarebbe stato il 22enne rugbista, Domenico Orsino, a sferrare il pugno letale che ha colpito in pieno volto Antonio Perrotta facendolo rovinare a terra. A riferirlo al Gip è stato il fratello Umberto Orsino, 24 anni, nel corso dell’interrogatorio di garanzia tenutosi ieri mattina nella casa circondariale di Paola. I due germani – secondo quanto si è appreso dal racconto del fratello maggiore – erano arrivati in discoteca assieme a un gruppo di amici. E sarebbero riusciti ad entrare nel locale senza pagare. Una volta al suo interno erano in attesa di comprare da bere quando si sono avvicinati i buttafuori che li hanno invitati ad uscire. Fuori le transenne del locale sarebbe iniziata una discussione con Perrotta. Il 33enne – secondo quanto riferito al Gip – avrebbe avuto un alterco con Umberto Orsino che sarebbe stato colpito da Perrotta e Domenico sarebbe intervenuto in difesa del fratello sferrando al fuscaldese un pugno al volto. Poi quindi i due germani sarebbero corsi via facendo perdere le loro tracce. Questa la testimonianza davanti al giudice.
In prima battuta al momento dell’arresto davanti al procuratore Domenico Fiordalsi i due fratelli di 22 e 24 anni – difesi dall’avvocato Alessandro Gaeta – avevano fatto scena muta. Ieri, Umberto Orsino ha fornito la sua versione dei fatti al Primo giudice del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, mentre Domenico Orsino si è avvalso nuovamente dalla facoltà di non rispondere alle domande. L’interrogatorio si è svolto a seguito del fermo disposto dal procuratore di Paola, Fiordalisi, che ha affidato ieri mattina il caso al pubblico ministero Micol Bruno.












