COSENZA Il gip Maria Grazia Elia del Tribunale di Paola non ha convalidato il decreto di fermo disposto nei confronti di Domenico e Umberto Orsino, fratelli originari di Belvedere ma residenti in Lussemburgo coinvolti nell’omicidio di Antonio Perrotta, 34enne morto a seguito di un pestaggio avvenuto all’esterno della discoteca “Il Castello” a Sangineto. Per quanto riguarda la posizione di Umberto Orsino, il giudice ha ritenuto di dover rigettare la richiesta del pm che aveva sostenuto la necessità dell’applicazione della misura cautelare in carcere. Per quanto riguarda, invece, Domenico Orsino, il gip ha disposto che lo stesso rimanga in custodia per rimanere a disposizione dell’autorità giudiziaria. Si configura, dunque, una ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale, e non di omicidio volontario come invece sostiene l’accusa.

Le motivazioni

Per il gip il fermo non merita di essere convalidato perché disposto ed eseguito in assenza dei presupposti di legge. Non emergono dagli atti concreti elementi che facciano ritenere fondato il pericolo di fuga dei fratelli. Sulla richiesta di applicazione della misura cautelare in carcere, invece, il gip considera non sufficienti gli elementi per ritenere fondata l’ipotesi accusatoria di una azione omicidiaria perpetrata attraverso calci e pugni dai fratelli Orsino ai danni di Perrotta. Anche i frame utili all’accusa per ricostruire la dinamica dell’accaduto non confermerebbero la validità della ipotesi. L’unica versione ritenuta compatibile con le risultanze investigative è quella fornita da Umberto Orsino, che nel corso dell’udienza di convalida del 13 agosto scorso ha fornito la propria versione dei fatti. Secondo l’indagato, sarebbe stato il fratello Domenico a sferrare un pugno ad Antonio Perrotta, colpito nella zona bocca-mento. (f.benincasa@corrierecal.it)