Ho osservato il mondo da un balcone, viaggiando ferma da casa di Riccardo Carnovalini. Finalmente ho avuto modo di vedere dove vive il Messner dei cammini, come trascorre il tempo e cosa pensa, quando osserva il mondo in movimento, semplicemente davanti casa sua. "Ormai di mestiere faccio il boscaiolo", mi accoglie con una battuta, mentre mi indica – come si introduce la nuova arrivata a una comitiva di amici – - frassini, aceri e castagni, tigli e roveri che popolano questo fitto bosco. È qui che sorge la sua casa bella e isolata, che dal Settecento ha ospitato generazioni di contadini, che vivevano coltivando segale e patate. Riccardo vive qui come un tempo, la legnaia imponente quale testimone d’un inverno ancora lungo e vero, fino a 150 quintali di legna spaccata e accatastata ogni stagione. Dai tre ordini di ballatoi sovrapposti contempla le danze dei cervi, dei camosci e dei caprioli, le tracce dei cinghiali o delle volpi, i sotterfugi dei tassi e delle faine, le regali visite di lupi, aquile e grifoni.

Riccardo Carnovalini è il camminatore dei camminatori, colui che ha camminato più di tutti in quest’Italia che esplode ormai di percorsi e di viaggiatori a piedi. Passiamo qualche giorno insieme, a percorrere i sentieri giù al cospetto dei 2.302 metri del Civrari, "la montagna che amo di più e quella che presidia la mia vita. Una piccola ma ardita vetta delle Alpi Graie, che ho salito per ogni dove e in ogni stagione". La sera, intorno alla tavola preparata da Riccardo e Anna, con la cura di chi pone attenzione in ogni gesto, scopro i sapori locali: la trota in carpione, il salame di turgia, il burro e il formaggio dei Tornetti. Riccardo racconta, sfogliando libri e fotografie, mostrandomi cimeli alle pareti o negli scaffali. Io ascolto in silenzio, il silenzio di stupore di chi è avido di quelle favole vere, la soggezione della principiante davanti a una montagna di avventure ardite, anche solo a sentirle dire. Ma Riccardo è uno di noi, e tutto fa tranne che salire su un piedistallo, a esibire i trofei. Sono io che ho sete di sapere come ha fatto, di cogliere tutto quello che posso per imparare, e lasciarmi ispirare.