Trecentottanta esuberi, riduzione dell’orario fino al 35% e il nodo ancora irrisolto del futuro della sede di Crotone. La Confial Calabria contesta l’accordo sottoscritto il 27 luglio da LUO con le organizzazioni sindacali nazionali e chiede che vengano resi noti i dati che giustificano il coinvolgimento del sito crotonese.Secondo il segretario regionale confederale Fabio Tomaino, prima della firma non sarebbe stata convocata alcuna assemblea con i lavoratori di Crotone, nonostante l’intesa incida direttamente su orari, retribuzioni e prospettive occupazionali.L’accordo prevede 380 esuberi su 3.033 dipendenti, il ricorso alla solidarietà per 1.093 lavoratori e una procedura per un massimo di 150 uscite volontarie. La Confial sottolinea però come parte degli esuberi venga collegata al calo dei volumi in altre unità produttive e domanda quale sia, concretamente, la situazione di Crotone.Il sindacato annuncia quindi iniziative presso istituzioni e autorità competenti per ottenere il piano industriale, i dati produttivi della sede, i criteri di applicazione della solidarietà e i programmi formativi. «La crisi di Crotone – sostiene Tomaino – deve essere dimostrata con atti e numeri, non semplicemente presunta».
Call center a Crotone, 380 esuberi e taglio dell’orario: la Confial attacca l’accordo
Trecentottanta esuberi, riduzione dell’orario fino al 35% e il nodo ancora irrisolto del futuro della sede di Crotone. La Confial Calabria contesta l’accordo...








