Crisi CallMat in Basilicata, rischio mobilità per oltre 300 dipendenti da luglio. Sindacati parlano di “epilogo già scritto”. Il 26 maggio incontro chiave al Mimit su ammortizzatori, fondi regionali e impatto dell’IA nel settore CRM-BPO

Inizia ad assottigliarsi il margine temporale che separa i 300 lavoratori dell’azienda CallMat dalla mobilità, pronta a scattare nel mese di luglio. In un quadro che, peraltro, non sembra mostrare margini favorevoli per i dipendenti interessati né, addirittura, la possibilità che le misure messe in campo per evitare il peggio siano sufficienti per tutti. Solo pochi giorni fa, le organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel, Cisl, Uil Fpl e Ugl avevano parlato chiaramente di “un epilogo già scritto”, a fronte di una crisi che ha ormai superato i due anni e che, nella fase di affondamento, rischia di trascinare con sé tre centinaia di famiglie.

VERTENZA CALLMAT, LAVORATORI A RISCHIO

La vertenza si inserisce nel momento storico vissuto dall’azienda, costretta a far fronte a una riduzione drastica dei volumi di lavoro operata da Tim. Un progressivo scollamento che, da un iniziale riassetto organizzativo, ha iniziato ben presto a portare in dote lo spettro dei licenziamenti e, nondimeno, della chiusura totale dello stabilimento. Nelle fasi immediatamente successive alla crisi aperta, CallMat aveva cercato di assorbire il colpo scontrandosi però, a detta dei sindacati, con la più ampia crisi attraversata dal settore Crm-Bpo, sempre più vessato e ridefinito dall’aumento del ricorso ai sistemi tecnologici basati sull’intelligenza artificiale.