Il settore dei call center e dei servizi di gestione delle relazioni con la clientela attraversa una fase di forte difficoltà occupazionale. A lanciare l’allarme sono Slc-Cgil, Fistel Cisl e UilFpl, che parlano di una crisi senza precedenti con migliaia di lavoratori coinvolti tra procedure di licenziamento e ammortizzatori sociali.Secondo quanto riferiscono i sindacati, sarebbero circa 1500 i lavoratori che rischiano il posto, mentre altri 5mila continuano a operare con contratti di solidarietà e altri strumenti di sostegno al reddito.La situazione in Calabria
Tra le vertenze aperte figura anche quella che riguarda i 652 dipendenti di Konecta impiegati tra Rende, Catanzaro e Crotone, attualmente interessati da contratti di solidarietà all’80%.Situazioni analoghe coinvolgono altri territori italiani. Tra i casi segnalati dai sindacati ci sono i lavoratori della società 3G tra Campobasso e Sulmona e i dipendenti di In&Out tra Roma e Taranto, dove le riduzioni delle attività vengono attribuite all’introduzione di sistemi di automazione e intelligenza artificiale.“La trasformazione va governata”
Le organizzazioni sindacali chiedono da mesi l’apertura di un tavolo di confronto nazionale per affrontare gli effetti della crescente automazione nel settore.«Si tratta di una trasformazione che non può essere ignorata e che deve essere governata», sostengono i sindacati, che richiamano anche le grandi committenze pubbliche e private alle proprie responsabilità sociali, denunciando il rischio di un progressivo aumento dei profitti a fronte della riduzione dei costi del lavoro e dell’occupazione.








