Polemiche per le nuove disposizioni per evitare inquadrature “imbarazzanti” delle sportive agli Europei di atleticadi Lorenzo Cafarchiovenerdì 14 agosto 20263' di letturaC’è il via vai nella redazione sportiva del nostro quotidiano. Del resto dal 10 al 16 agosto sono di scena i XXVII campionati europei di atletica leggera, che si tengono all’Alexander Stadium di Birmingham nel Regno Unito. La fila si crea, formata dai colleghi, per seguire le gesta dei nostri connazionali. Battocletti, Fabbri, Jacobs e gli altri riempono le chiacchiere davanti alla macchina del caffè e tra le scrivanie. Ma da quest’anno c’è un dettaglio in più. L’Ebu, l’Unione Europea di Radiodiffusione, ha esteso - a luglio - una serie di nuove linee guida per una rappresentazione maggiormente “rispettosa” dell’atletica femminile. In sintesi la camera deve ridurre la sessualizzazione delle sportive.Le indicazioni sono state pensate dall’European Athletics, con il sostegno di atlete come la saltatrice con l’asta britannica Holly Bradshaw e la lunghista serba Ivana Spanovic, per fare in modo che venga data una risposta netta contro «l’oggettivazione delle prestazioni atletiche femminili sullo schermo». Così La Stampa, attraverso la sua inviata a Birmingham, nel pieno degli europei torna sulla vicenda e dedica un articolo per dire, sostanzial mente, «stop a dettagli non necessari». Ci sono le vignette. Niente inquadrature del fondoschiena, niente indugio sui corpi, niente riprese frontali durante il salto in alto per evitare l’effetto “scosciata”.
"Basta sessualizzare i corpi": la censura sui fisici delle atlete | Libero Quotidiano.it
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