L'Editoriale
Venerdì 14 Agosto 2026
MONDO. La vittoria a New York del sindaco Mandami e l’ancor più significativo successo alle primarie dem del Michigan di un altro «socialista» (in Usa vuol dire quasi comunista) il musulmano El-Sayed, sono solo due indizi, ma siamo vicini ad una prova.
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Anche al di la dell’Atlantico sta emergendo la tentazione bipopulista, che sovverte una regola chiave delle democrazie liberali, e cioè che la lotta politica si vince al centro. Col bipopulismo, cioè la consonanza delle estreme, tutto si radicalizza. In Italia diventa decisivo Vannacci e tutti gli corrono dietro. Negli Stati Uniti è la reazione centrifuga allo sbandamento Trump, con una fuga a sinistra del Partito democratico, e la scelta di personaggi estremi: non più degli Obama e Biden che avevano avuto a che fare con i Sanders o Ocasio Cortez, oggi simbolicamente forti ma fin qui marginali negli equilibri di quel sistema politico. Altri outsider sono pronti ad incarnare una sinistra molto netta, riscoprendo qualcosa che è per noi europei stupefacente: addirittura il marxismo, tragica applicazione ideologica ottocentesca.










