Il governo della Groenlandia ha bloccato le trivellazioni nell'Artico della compagnia petrolifera statunitense Greenland Energy, quotata al Nasdaq e descritta dal Guardian vicina all'amministrazione di Donald Trump. Secondo quanto riportato dalla testata, le autorità hanno smentito le previsioni dell'inviato del presidente americano, secondo cui gli Stati Uniti avrebbero potuto iniziare a estrarre petrolio già dal prossimo anno. Lo stop è arrivato dopo che, a luglio, la società aveva trasportato in Groenlandia le attrezzature per iniziare le perforazioni senza aver ancora ottenuto tutte le autorizzazioni richieste. Il governo di Nuuk ha spiegato che i permessi necessari non sarebbero arrivati in tempo per l'avvio dei lavori, inizialmente previsto entro ottobre. Greenland Energy ha fatto sapere di puntare ora a ottenere le autorizzazioni entro l'inverno del 2027, rinviando i piani per sfruttare il potenziale del bacino di Jameson Land, sulla costa orientale dell'isola, area ancora relativamente inesplorata ma ritenuta ricca di idrocarburi.La vicenda è l'ennesima crepa nei rapporti tra la Casa Bianca è la Groenlandia: tra i vertici di Greenland Energy figurano personalità considerate vicine all'amministrazione americana. E lo stop imposto da Nuuk non ha fermato Trump, che ha rilanciato le proprie ambizioni sul territorio artico, arrivando a sostenere - in un'intervista radiofonica al programma "Real America's Voice", andata in onda il 31 luglio 2026 - che gli Stati Uniti ne avranno il controllo entro il 2029 - una prospettiva che la Danimarca, di cui la Groenlandia è territorio autonomo, respinge da mesi con fermezza.