Uno studio già nel 2023 aveva accertato un dato di fatto: oltre il 90% dei farmaci che superano i test sugli animali falliscono poi nelle sperimentazioni sull'uomo. Da anni, infatti, la ricerca scientifica cerca un'alternativa valida perché gli esami in laboratorio di prodotti finalizzati alla cura dell'essere umano non siano più testati su altre specie, a fronte appunto di un fallimento e a costo della sofferenza e della morte di milioni di individui di altre specie al mondo.

Una strada sempre più percorsa da parte dei ricercatori è quella dell'utilizzo di organi umani e altri tessuti in miniatura che vengono prodotti in laboratorio e in Inghilterra è nato un progetto che prevede la coltura di organoidi partendo dalla coltivazione ​​di cellule di pazienti del Servizio Sanitario Nazionale (NHS) , proprio per migliorare la sperimentazione medica e ridurre il numero di animali utilizzati nello sviluppo di farmaci. Il progetto è a cura dell'Università di Cambridge e prevede un investimento di 20 milioni di sterline, pari a circa 23,42 milioni di euro. "Avrà un impatto significativo sul numero di animali utilizzati e sul modo in cui svilupperemo nuovi farmaci in futuro – ha dichiarato al Guardian Matthias Zilbauer, professore clinico di gastroenterologia pediatrica presso il Cambridge Stem Cell Institute – Non stiamo dicendo che non ci sarà più alcun utilizzo di animali nel prossimo futuro, perché ci sono ancora alcune questioni che non possono essere testate in questi nuovi modelli, ma la riduzione è molto concreta".