Giuliano Grignaschi, responsabile del Benessere animale e degli stabulari dell’Università Statale di Milano, commenta i recenti passi dell’agenzia regolatoria Usa di sostituire la sperimentazione animale con metodi alternativi.
Dottore, siamo davvero pronti per questo salto tecnologico?
Manca ancora una validazione certa: verificare se i nuovi approcci metodologici sono veramente in grado di mostrare ciò che oggi cerchiamo in organismi modello viventi. Il processo di validazione è complesso: il nuovo metodo va confrontato con i precedenti in maniera rigorosa e solo quando si ha la certezza dell’equivalenza, le autorità competenti lo ammettono. In Europa è l’EU Center for Validation of Alternative Methods che si occupa di questo e il tempo medio di validazione è di circa 10 anni. Al momento la FDA parla di tossicità, quindi di test relativamente ’semplici’ nei quali vengono studiati possibili effetti dei quali sappiamo già molto. Ma gli studi di tossicologia regolatoria rappresentano non più del 25% dell’utilizzo di animali in ricerca: per tutto il resto, da ricerca di base e traslazionale, sicurezza alimentare, dispositivi biomedici, siamo ancora molto lontani.
Dove in particolare gli animali restano indispensabili?








