Il ministro dell’Interno della Spagna, Fernando Grande-Marlaska, ha escluso che ci sia un rischio di terrorismo jihadista legato alla crisi migratoria e ha assicurato che la cooperazione con il Marocco «è assolutamente rilevante», ma a smentire nelle stesse ore tanta sicurezza è stato il suo omologo italiano.
L’allarme di Piantedosi sulle infiltrazioni terroristiche
«Le informazioni condivise hanno evidenziato la sussistenza di elevati profili di rischio per la sicurezza interna, in relazione a possibili spostamenti incontrollati e improvvisi di cittadini di Paesi terzi attraverso lo spazio comune, che in quanto tali non escludono potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori», ha dichiarato Matteo Piantedosi, nel corso dell’audizione davanti al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, sul ripristino dei controlli alle frontiere tra Italia e Spagna.
Per poi aggiungere: «Diverse fonti evidenziano come alcune aree del Marocco, compresa quella in prossimità di Ceuta, siano storicamente oggetto di reclutamento e radicalizzazione da parte jihadista».
Altro che tutto sotto controllo, il nostro ministro dell’Interno ha sottolineato come «il problema non risiede nell’impegno delle autorità di Madrid, ma nell’oggettiva ingovernabilità di una crisi di tale portata».












