Leggendaria. Non è esagerato utilizzare per la 19enne (tra 5 giorni ne compirà 20) Sara Curtis che ha già portato il nuoto italiano in vetta al mondo con il record sui 50 metri dorso. Una predestinata, una nuotatrice che è soltanto all’inizio delle sue imprese ma queste prestazioni non nascono per caso, non basta soltanto il Dna. Servono lavoro, sacrificio e programmazione.La scelta degli UsaUna scelta precisa, oculata, che inizialmente aveva suscitato le solite polemiche nazionali. Ma perché deve andare ad allenarsi negli Stati Uniti? “Sono andata in Virginia proprio per rendere orgoglioso il mio Paese, ho avuto ragione”, ha dichiarato dopo la vittoria di ieri. Altroché se ha avuto ragione. La ragazza che “vola” dentro l’acquaDoppio record, come detto: prima, in semifinale, il tempo già sensazionale di 26 secondi e 63 centesimi, poi nella finale un altro capolavoro-apoteosi con 26 secondi e 56 centesimi. Il coach che l’allena in Virginia, Todd DeSorbo, le fa fare allenamenti senza soluzione di continuità, estenuanti. Addirittura, Sara indossa anche dei calzini dentro l’acqua così da aumentare resistenza e fatica ma, anche, la velocità quando gareggia in condizioni normali.Le considerazioni del coachConsiderato tra i più bravi nel suo settore, in tempi non sospetti DeSorbo aveva dichiarato alla Gazzetta dello Sport che per Sara Curtis, in realtà, in quest’ultimo anno non è cambiato nulla. “Continua semplicemente a lavorare duramente. Si fida del percorso, si allena con grande impegno e sta imparando moltissimo. Credo che sia rimasta la stessa persona: sta crescendo, si sta sviluppando, sta diventando sempre più forte”.Il legame con la famigliaCon gli affetti familiari, si sa, non si sbaglia mai. Sara è legatissima alla madre Helen che all’età di 19 anni (quella che ha adesso la figlia) ha abbandonato il Paese d’origine, la Nigeria, per cercare un futuro diverso. ”Viveva nell’Africa più povera, faceva atletica, gareggiava senza scarpe, mamma è il mio idolo più grande, mi ha sempre spronato tantissimo”, ha dichiarato recentemente. Il papà, ieri, è rimasto sbalordito della prestazione che le è valsa la medaglia d’oro. “Sono rimasto impressionato…sembrava un motoscafo più che una nuotatrice”, ha detto ai microfoni di SkySport.Il bello è che tutto questo è solo l’inizio: Sara Curtis può regalarci altre medaglie agli Europei con lo stile libero e la staffetta (assieme alle altre compagne) ma quel che più ci conforta è che, con vista alle prossime Olimpiadi, siamo certi di avere in casa un diamante che ci regalerà tante altre soddisfazioni.
Sara Curtis, i “segreti” per aver infranto due volte in 24 ore il record del mondo
È già la nuova stella del nuoto: cosa c’è dietro la forza e la potenza esplosiva di chi ha compiuto la doppia impresa nelle ultime ore











