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La ventenne di Savigliano ha trasformato i 50 dorso in un manifesto della propria grandezza e ora punta Los Angeles

© italyphotopress

C'è un momento in cui un talento smette di essere soltanto una promessa e diventa una certezza. Per Sara Curtis quel momento è arrivato a Parigi, dove la ventenne di Savigliano ha trasformato i 50 dorso in un manifesto della propria grandezza: prima il clamoroso record del mondo in semifinale, 26"63, cancellando il 26"86 dell'australiana Kaylee McKeown, poi la medaglia d'oro che la consacra definitivamente tra le stelle del nuoto mondiale con il nuovo record del mondo: 26:56. E come se non bastasse l'argento alla quale ha spinto la 4x100 sl femminile di ieri.

Una storia che sembra scritta apposta per il grande sport. A Savigliano, il 19 agosto 2006, nasce una bambina che viene messa in acqua quando ha appena due anni. Quell'acqua, che per tanti è soltanto una piscina, per Sara diventa presto casa, palestra, rifugio e infine palcoscenico. Il padre Vincenzo, ex ciclista dilettante, e la madre Helen, originaria della Nigeria e con un passato nell'atletica, le trasmettono una predisposizione naturale per lo sport. Lei ci aggiunge una velocità fuori dal comune, una disciplina feroce e quella leggerezza che spesso appartiene ai campioni prima che il mondo si accorga di loro.