In Italia si è già registrato il primo decesso legato ai nitazeni, sostanze ancora più potenti del fentanyl. Questo episodio rappresenta un segnale d’allarme che non può essere ignorato: la rapida comparsa di nuovi oppioidi ad alta potenza, spesso venduti come “droghe di sintesi” o miscele non dichiarate, può trasformare in pochi mesi una minaccia emergente in una vera crisi sanitaria. In un contesto del genere, è necessario prepararsi sin da ora, rafforzando le capacità di rilevazione, prevenzione e risposta, prima che l’aumento dei casi diventi incontrollabile (Stati Uniti docent).

Un elemento centrale riguarda la sottovalutazione dell’abuso non medico di farmaci analgesici oppioidi. In molte situazioni, infatti, l’uso improprio non deriva solo da circuiti criminali, ma anche dalla scarsa consapevolezza dei rischi legati alla potenza, alla variabilità della risposta individuale e alle possibili interazioni con altre sostanze. Le organizzazioni mafiose, che hanno già mostrato capacità di adattamento e velocità di distribuzione, si sono organizzate per immettere sul mercato prodotti in grado di aumentare rapidamente il potenziale di dipendenza e la probabilità di overdose. Non si tratta quindi di un fenomeno isolato, ma di una strategia criminale che evolve costantemente.