Inizia l’ottavo giorno di disagi per i viaggiatori diretti o in partenza dall’aeroporto di Fontanarossa, le cui attività sono state interrotte a più riprese dal 7 agosto a causa dell’emissione di cenere vulcanica da parte dell’Etna. Vulcano che, fanno sapere dall’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), non sembra però voler dare ancora una tregua. L’attività nel cratere apertosi a quota 2.090 metri si è praticamente interrotta, ma prosegue quella effusiva dalle bocche eruttive a quota 2.750 e 1.900 metri. E soprattutto dal cratere sommitale Voragine (3.403 metri) continua senza sosta l’attività esplosiva e l’emissione di cenere sul versante sud. Restano quindi tutte le incertezze sulla ripresa della normale attività aeroportuale non solo a Catania, ma anche a Comiso, scalo ritornato operativo mercoledì.
Sac, la società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, ha prolungato ieri in serata l’interruzione delle attività nello scalo etneo fino alle 2 della notte di Ferragosto, posticipando di 24 ore l’iniziale comunicazione che dava la ripresa per le 2 di questa mattina e, poi, alle 8. Mentre l’Etna non dà cenno di aver esaurito la sua forza esplosiva, se i voli riprenderanno con continuità dipenderà, a questo punto, soprattutto dalla direzione del vento.












